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Legge Seveso


LEGGE SEVESO

http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/rifiuti/rifiutilasted.shtml

E’ una legge dello Stato italiano, pubblicata in prima versione nel 1988 (DL 175/88 o Seveso) e in versione aggiornata e modificata nel 1999 (DL 334/99 o Seveso 2), che "detta disposizioni finalizzate a prevenire incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose e a limitarne le conseguenze per l’uomo e per l’ambiente" (DL 334/99, art. 1).

La legge Seveso fu voluta e promossa dal Parlamento europeo, in seguito all’incidente della diossina, avvenuto appunto a Seveso, comune della Brianza, nel 1976, che scosse profondamente la fiducia del mondo occidentale nella sicurezza della tecnologia e, più in generale, nelle "magnifiche sorti e progressive".

La legge prende in considerazione le ipotesi di rischio di incidenti rilevanti (scoppi, incendi, emissioni), che possono verificarsi nei luoghi di lavoro, partendo dal presupposto che essi siano in qualche modo proporzionali al quantitativo di sostanze chimiche pericolose "presenti". Le aziende vengono di conseguenza divise in classi di rischio. Le classi hanno doveri crescenti in funzione della loro pericolosità.

Finalmente è legge dello Stato anche in Italia la direttiva europea che aggiorna la normativa sulle industrie passibili di INCIDENTI RILEVANTI (scoppi, incendi, emissioni di sostanze pericolose per la salute e per l'ambiente).

Per quanto riguarda il territorio del VCO, essa andrà a sanare l'anomalia di grandi industrie ad evidente rischio di incidente rilevante, che non ricadevano sotto la normativa precedente (legge 175/88, detta legge Seveso), soprattutto perchè non venivano conteggiati, nel computo totale delle sostanze pericolose presenti negli stabilimenti, i quantitativi stoccati e non immediatamente in lavorazione.

L'entrata in vigore del D.Lgs. 17 agosto 1999 N. 334 o Seveso 2, in attuazione della Direttiva 96/82 CE
"Controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose",
 ha imposto l'adozione di una serie di nuovi sistemi atti alla conduzione in sicurezza dei processi relativi a produzione, manipolazione, movimentazione e stoccaggio dei prodotti.
Tutto ciò ha comportato il sostenimento di significativi investimenti.
Per questo motivo, per alcuni prodotti infiammabili, quali acetilene e idrogeno, e per tutti i prodotti tossici/corrosivi verrà applicato un addebito in funzione della tipologia di gas e delle dimensioni dell'imballo.
Maggiori informazioni relative al D.Lgs. 17 agosto 1999 N. 334 ed alle relativi tariffe sono disponibili
qui di seguito riportati.

Estratto D.Lvo 334/99

ESTRATTO DEL DECRETO LEGISLATIVO 334 DEL 17/8/99 LEGGE SEVESO 2

Art. 6 Notifica
1. Il gestore degli stabilimenti di cui all'articolo 2, comma 1, oltre a quanto disposto agli articoli 7 e 8, è obbligato a trasmettere al Ministero dell'ambiente, alla regione, alla provincia, al comune, al prefetto e al Comitato tecnico regionale o interregionale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, di cui all'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, integrato ai sensi dell'articolo 19 e d'ora in avanti denominato Comitato, una notifica entro i seguenti termini:
a) centottanta giorni prima dell'inizio della costruzione, per gli stabilimenti nuovi;
b) entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per gli stabilimenti preesistenti.
2. La notifica, sottoscritta nelle forme dell'autocertificazione con le modalità e gli effetti della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modifiche, deve contenere le seguenti informazioni:
a) il nome o la ragione sociale del gestore e l'indirizzo completo dello stabilimento;
b) la sede o il domicilio del gestore, con l'indirizzo completo;
c) il nome o la funzione della persona responsabile dello stabilimento, se diversa da quella di cui alla lettera a);
d) le notizie che consentano di individuare le sostanze pericolose o la categoria di sostanze
pericolose, la loro quantità e la loro forma fisica;
e) l'attività, in corso o prevista, dell'impianto o del deposito;
f) l'ambiente immediatamente circostante lo stabilimento e, in particolare, gli elementi che potrebbero causare un incidente rilevante o aggravarne le conseguenze.
3. Il gestore degli stabilimenti che, per effetto di modifiche all'allegato I, parte 1, o per effetto di modifiche tecniche disposte con il decreto di cui all'articolo 15, comma 2, o per effetto di mutamento della classificazione di sostanze pericolose rientrano nel campo di applicazione del presente decreto deve espletare i prescritti adempimenti entro un anno dalla data di entrata in vigore delle suddette modifiche ovvero dal recepimento delle relative disposizioni comunitarie.
4. In caso di chiusura definitiva dell'impianto o del deposito ovvero, in caso di aumento significativo della quantità e di modifica significativa della natura o dello stato fisico delle sostanze pericolose presenti, il gestore informa immediatamente il Ministero dell'ambiente, la regione, la provincia, il Comitato, il comune, il prefetto e il Comando provinciale dei Vigili del fuoco, competenti per territorio.
5. Il gestore, contestualmente alla notifica di cui al comma 2, invia al Ministero dell'ambiente, alla regione, al sindaco e al prefetto competenti per territorio le informazioni di cui all'allegato V.
6. Il gestore degli stabilimenti di cui all'articolo 2, comma 1, può allegare alla notifica di cui al comma 2 le certificazioni o autorizzazioni previste dalla normativa vigente in materia ambientale e di sicurezza e quanto altro eventualmente predisposto in base a regolamenti comunitari volontari, come ad esempio il Regolamento (CEE) 1836/93 del Consiglio, del 29 giugno 1993, sull'adesione volontaria delle imprese del settore industriale a un sistema comunitario di ecogestione e audit, e norme tecniche internazionali.

Art. 7 Politica di prevenzione degli incidenti rilevanti
1. Al fine di promuovere costanti miglioramenti della sicurezza e garantire un elevato livello di protezione dell'uomo e dell'ambiente con mezzi, strutture e sistemi di gestione appropriati, il gestore degli stabilimenti di cui all'articolo 2, comma 1, deve redigere, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un documento che definisce la propria politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, allegando allo stesso il programma adottato per l'attuazione del sistema di gestione della sicurezza.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i gestori degli stabilimenti esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto devono attuare il sistema di gestione della sicurezza, previa consultazione del rappresentante della sicurezza di cui al decreto legislativo n.626 del 1994, e successive modifiche, secondo quanto previsto dall'allegato III.
3. Con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri dell'interno, della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con la Conferenza unificata prevista dall'articolo 8 della legge 28 agosto 1997, n. 281, sono stabilite, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, linee guida per l'attuazione del sistema di gestione della sicurezza, secondo le indicazioni dell'allegato III alle quali il gestore degli stabilimenti di cui al comma 1 deve adeguarsi entro il termine previsto per il primo riesame, successivo all'emanazione del predetto decreto, del documento di cui al comma 1.
4. Il documento di cui al comma 1 deve essere depositato presso lo stabilimento e riesaminato ogni due anni sulla base delle linee guida definite con i decreti previsti al comma 3; esso resta a disposizione delle autorità competenti di cui agli articoli 21 e 25.
5. Il gestore di nuovi stabilimenti adempie a quanto stabilito dal comma 2 contestualmente all'inizio dell'attività.

Art. 8 Rapporto di sicurezza
1. Per gli stabilimenti in cui sono presenti sostanze pericolose in quantità, uguali o superiori a quelle indicate nell'allegato I, parti 1 e 2, colonna 3, il gestore è tenuto a redigere un rapporto di sicurezza.
2. Il rapporto di sicurezza di cui il documento previsto dall'articolo 7, comma 1, è parte integrante, deve evidenziare che:
a) è stato adottato il sistema di gestione della sicurezza;
b) i pericoli di incidente rilevante sono stati individuati e sono state adottate le misure necessarie per prevenirli e per limitarne le conseguenze per l'uomo e per l'ambiente;
c) la progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione di qualsiasi impianto, deposito, attrezzatura e infrastruttura, connessi con il funzionamento dello stabilimento, che hanno un rapporto con i pericoli di incidente rilevante nello stesso, sono sufficientemente sicuri e affidabili; per gli stabilimenti di cui all'articolo 14, comma 6, anche le misure complementari ivi previste;
d) sono stati predisposti i piani d'emergenza interni e sono stati forniti all'autorità competente di cui all'articolo 20 gli elementi utili per l'elaborazione del piano d'emergenza esterno al fine di prendere le misure necessarie in caso di incidente rilevante.
3. Il rapporto di sicurezza contiene anche le informazioni che possono consentire di prendere decisioni in merito all'insediamento di nuovi stabilimenti o alla costruzione di insediamenti attorno agli stabilimenti già esistenti.
4. Con uno o più decreti del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri dell'interno, della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita la Conferenza Stato regioni, sono definiti, secondo le indicazioni dell'allegato II e tenuto conto di quanto già previsto nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 31 marzo 1989, i criteri, i dati e le informazioni per la redazione del rapporto di sicurezza nonché della relazione prevista all'articolo 5, comma 3, i criteri per l'adozione di iniziative specifiche in relazione ai diversi tipi di incidenti, nonché i criteri di valutazione del rapporto medesimo; fino all'emanazione di tali decreti valgono, in quanto applicabili, le disposizioni di cui ai decreti ministeriali emanati ai sensi dell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, e successive modifiche.
5. Al fine di semplificare le procedure e purché ricorrano tutti i requisiti prescritti dal presente articolo, rapporti dì sicurezza analoghi o parti di essi, predisposti in attuazione di altre norme di legge o di regolamenti comunitari, possono essere utilizzati per costituire il rapporto di sicurezza.
6. Il rapporto di sicurezza è inviato all'autorità competente preposta alla valutazione dello stesso così come previsto all'articolo 21, entro i seguenti termini:
a) per gli stabilimenti nuovi, prima dell'inizio dell'attività;
b) per gli stabilimenti esistenti, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto;
c) per gli stabilimenti preesistenti, non soggetti alle disposizioni del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 175 del 1988, entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto;
d) in occasione del riesame periodico di cui al comma 7, lettere a) e b).
7. Il gestore, fermo restano l'obbligo di riesame biennale di cui all'articolo 7, comma 4, deve riesaminare il rapporto di sicurezza:
a) almeno ogni cinque anni;
b) nei casi previsti dall'articolo 10;
c) in qualsiasi altro momento, a richiesta del Ministero dell'ambiente, eventualmente su segnalazione della regione interessata, qualora fatti nuovi lo giustifichino, o in considerazione delle nuove conoscenze tecniche in materia di sicurezza derivanti dall'analisi degli incidenti, o, in misura del possibile, dei semincidenti o dei nuovi sviluppi delle conoscenze nel campo della valutazione dei pericoli o a seguito di modifiche legislative o delle modifiche degli allegati previste dall'articolo
15, comma 2.
8. Il gestore deve comunicare immediatamente alle autorità di cui al comma 6 se il riesame del rapporto di sicurezza di cui al comma 7 comporti o meno una modifica dello stesso.
9. Ai fini dell'esercizio della facoltà di cui all'articolo 22, comma 2, il gestore predispone una versione del rapporto di sicurezza, priva delle informazioni riservate, da trasmettere alla regione territorialmente competente ai fini dell'accessibilità al pubblico.
10. Il Ministero dell'ambiente, quando il gestore comprova che determinate sostanze presenti nello stabilimento o che una qualsiasi parte dello stabilimento stesso si trovano in condizioni tali da non poter creare alcun pericolo di incidente rilevante, dispone, in conformità ai criteri di cui all'allegato VII, la limitazione delle informazioni che devono figurare nel rapporto di sicurezza alla prevenzione dei rimanenti pericoli di incidenti rilevanti e alla limitazione delle loro conseguenze per l'uomo e per l'ambiente, dandone comunicazione alle autorità destinatarie del rapporto di sicurezza.
11. Il Ministero dell'ambiente trasmette alla Commissione europea l'elenco degli stabilimenti di cui al comma 10 e le motivazioni della limitazione delle informazioni.

Sommario del Decreto Legislativo 334 del 17/8/99 - Legge Seveso 2

Pubblicata in versione aggiornata e modificata nel 1999 (DL 334/99 o Seveso 2), la legge Seveso "detta disposizioni finalizzate a prevenire incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose e a limitarne le conseguenze per l'uomo e per l'ambiente" (DL 334/99, art. 1).
Tale legge è in attuazione della direttiva 96/82/CE, direttiva europea che aggiorna la normativa sulle industrie passibili di incidenti rilevanti.
La legge prende in considerazione le ipotesi di rischio di incidenti rilevanti (scoppi, incendi, emissioni di sostanze pericolose per la salute e per l'ambiente), che possono verificarsi nei luoghi di lavoro, partendo dal presupposto che essi siano in qualche modo proporzionali al quantitativo di sostanze chimiche pericolose "presenti".
Le aziende vengono di conseguenza divise in classi di rischio, dove le classi hanno doveri crescenti in funzione della loro pericolosità.
La normativa prevede, per le aziende a maggiore rischio, oltre alle normali misure di sicurezza, quanto sotto riportato.
 Art. 6 - La trasmissione di una notifica al Ministero dell'ambiente e ad altri enti. Tale notifica deve contenere tutte le informazioni che consentono di individuare le sostanze pericolose presenti, il tipo di attività svolto ed le caratteristiche dell'ambiente immediatamente circostante.
Art. 7 - La redazione di un documento che definisca la politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, cui allegare il programma adottato per l'attuazione del sistema di gestione della sicurezza. Tale documento deve essere riesaminato ogni due anni.
Art. 7 - L'attuazione del sistema di gestione della sicurezza.
Art. 8 - La redazione e l'invio all'autorità competente di un rapporto di sicurezza relativo al piano di gestione della sicurezza aziendale, comprensivo di un piano di emergenza interno.
In sostanza, l'azienda deve farsi carico in prima persona della gestione del rischio, con l'obbligo di:

  • identificare tutti i rischi presenti e possibili;
  • adottare le misure di prevenzione e sicurezza;
  • effettuare periodiche verifiche;
  • predisporre i piani di emergenza interna;
  • informare e formare i lavoratori;
  • informare le autorità competenti.

La nuova normativa segna l'inizio di un rapporto nuovo in chiarezza e in trasparenza tra le aziende e la popolazione circostante, non solo per evitare incidenti drammatici ma anche per indicare agli Amministratori pubblici la strada obbligata nella convivenza sviluppo e ambiente.

Tutti i Paesi moderni e anche l’Italia si sono dotati di una normativa che garantisca alla popolazione una certa sicurezza. La legislatura italiana regolamenta tutta una serie di attività all’interno delle industrie con norme atte a conoscere, valutare, eliminare e prevenire tutti i possibili rischi che possono verificarsi riducendone le conseguenze. In particolare le aziende, che per le proprie caratteristiche possono dar luogo ad eventi incidentali di notevole entità, sono obbligate a comunicare alle autorità competenti una scheda, al fine di informare la popolazione circa i possibili rischi, le precauzioni ed i comportamenti da adottare in tali evenienze.

In Italia la normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 334/99 (Seveso-bis), che ha abrogato le disposizioni precedenti, tra cui il D.P.R. 175/88 - Legge Seveso (ad eccezione dell'art.20).

"Modifiche alla legge 'Seveso n°137/97'"

Con l'emanazione della legge 19 maggio 1997, n° 137 - G.U. 26 maggio 1997, n°120, hanno finalmente trovato una sede definitiva le numerose modifiche e integrazioni apportate in via provvisoria da una serie pluriennale di Decreti legislativi e relativi Decreti ministeriali che, con moto periodico, ogni due mesi venivano reiterati e, regolarmente, decadevano non convertiti.

Dopo che la Consulta e la relativa Sentenza, impedendo la riproposizione all'infinito dei Decreti, ha posto fine ad una situazione divenuta praticamente ingestibile, è bene fare sinteticamente il punto sulla situazione determinatasi.

Innanzitutto è bene ricordare che, dopo alcuni mesi di vacatio-legis, le modifiche apportate negli anni ed oggi ricomposte, hanno di fatto inciso sensibilmente sull'originario assetto del DPR 175/88 e relativo DPCM/89.

Le soglie, le modalità di conteggio e gli allegati sono stati modificati o sostituiti, come pure molti ed importanti articoli e le competenze.

Tabella 1 adempimenti e soglie L.137/97

Categoria

Esercizio di attività industriale con impianti di cui all'allegato I/175 e depositi connessi

Deposito diverso da quello delle sostanze elencate in allegato III connesso ad uno degli impianti in allegato I

A
Notifica
ai sensi dell'art.4 DPR 175/88 redatta secondo le modalità di cui al DPCM 31/03/89-ALL.I ed invio scheda art.1 c.9 legge 137/97 (entro 60 giorni in via di prima applicazione)

Presenza di una o più sostanze o categorie impiegate nelle quantità indicate All. III/175, all'interno del perimetro industriale o entro 500 m dai limiti di batteria degli impianti purchè dello stesso fabbricante, in quantità maggiore o uguale alla 1^ colonna

Sostanze, categorie e preparati in All. II/175-I^ o II^ parte, all'interno del perimetro industriale o entro 500 m dai limiti di batteria degli impianti purchè dello stesso fabbricante, in quantità maggiore o uguale alla 2^ colonna

B1
Dichiarazione
ai sensi dell'art.6 DPR 175/88 redatta secondo le modalità di cui al DPCM 31/03/89-ALL. III capitolo 1, integrata come previsto dal capitolo 2 ed invio scheda art.1 c.9 legge 137/97 (entro 1 anno in via di prima applicazione)

All. III/175, all'interno del perimetro industriale o entro 100 m, in quantità maggiore al 60% della 1^ colonna

Sostanze, categorie e preparati in All. II/175-I^ o II^ parte, all'interno del perimetro industriale o entro 500 m dai limiti di batteria degli impianti purchè dello stesso fabbricante, in quantità maggiore o uguale al 60% della 2^ colonna
Sostanze o preparati classificati contemporaneamente come cancerogeni e tossici o molto tossici (R45 o 49 e R23-24-25 o R26-27-28) in quantitativi uguali o superiori ad 1 Kg

B2
Dichiarazione
ex art.6 DPR 175/88 redatta secondo le modalità di cui al di cui al DPCM 31/03/89- ALL. III capitolo 1 ed invio scheda art.1 c.9 legge 137/97 (entro 1 anno in via di prima applicazione)

All. III/175, all'interno del perimetro industriale o entro 100 m, in quantità maggiore o uguale al 20% della 1^ colonna

Sostanze, categorie e preparati in All. II/175-I^ o II^ parte, all'interno del perimetro industriale o entro 500 m dai limiti di batteria degli impianti purchè dello stesso fabbricante, in quantità maggiore o uguale alla 1^ colonna

C
Esenzione
ai sensi dell'art. 3 DPCM 31/03/89 (Obblighi generali dei fabbricanti di cui all'art.3/175: individuazione dei rischi, adozione di misure di sicurezza, informazione, formazione, equipaggiamento)

All. III/175, all'interno del perimetro industriale o entro 100 m, in quantità inferiore al 20% della 1^ colonna

Sostanze, categorie e preparati in All. II/175-I^ o II^ parte, all'interno del perimetro industriale o entro 500 m dai limiti di batteria degli impianti purchè dello stesso fabbricante, in quantità inferiore alla 1^ colonna
Sostanze o preparati classificati contemporaneamente come cancerogeni e tossici o molto tossici (R45 o 49 e R23-24-25 o R26-27-28) in quantitativi inferiori ad 1 Kg

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